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LA COMUNICAZIONE NELLO SPORT: IL “CANALE” PER FORNIRE UN INFORMAZIONE

Tema di attualità è la querelle mediatica tra il Napoli Calcio e Mediaset.

Al comunicato della società partenopea, che accusava il Giornalista Bargiggia di aver fornito un informazione non corretta a proposito di un operazione di calciomercato, ha risposto quest’oggi CDR Premium Sport, affermando, che – “Esprimiamo la nostra profonda solidarietà al collega Bargiggia, respingendo le accuse del Napoli Calcio e chiediamo all’Ordine dei Giornalisti un intervento chiaro e forte contro quanti vogliano imporre bavagli alla libertà della nostra professione”.

Questo, e molti altri temi, hanno condito l’interessante dibattito conferenza, svoltosi oggi presso la Fondazione AEM di Piazza Po a Milano, evento promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, nell’ambito del processo formativo dei propri tesserati.

Docenti e moderatori della giornata di “studio” sulla Comunicazione in ambito sportivo, sono stati il Giornalista di Rai Sport Maurizio Losa e la Giornalista Sportiva, nonché esperta di comunicazione, Elena Puliti.

Ricco di spunti di riflessione è stato fin da subito l’intervento testimonianza del Giornalista della Gazzetta dello Sport, Roberto Pelucchi, bergamasco e autore del libro “Il Tesoro della Dea”, lavoro di 372 pagine che – “….racconta l’Atalanta dal punto di vista tecnico, sportivo ed economico, come una società amata tra mille contraddizioni”.

“Fare il giornalista sportivo oggi, è parecchio complicato – racconta Pelucchi – più volte ho incontrato difficoltà di carattere comunicativo con gli addetti stampa in questione e, paradossalmente, con le società calcistiche che forse non hanno il coraggio di prendere decisioni importanti contro la frange del tifo più violento ed intimidatorio. In alcune circostanze – continua il Giornalista bergamasco – sono stato persuaso a non scrivere di alcuni fatti e di dare una notizia”.

Ecco quindi che Maurizio Losa, domanda alla platea – “Quale deve essere, perciò, il canale giusto per far si che questa comunicazione avvenga?”.

Gli risponde Elena Puliti – “Purtroppo, spesso, gli addetti stampa delle società sportive, sono persone che “devono ubbidire” alla proprietà, ponendosi in maniera del tutto “ostacolante” tra l’informazione stessa ed il giornalista che ne deve divulgare la comunicazione”.

Forse è questo il motivo per il quale il giornalista sportivo è ormai visto come una figura non rilevante anzi, in molti casi, fastidiosa?

Allora, come svolgere il proprio lavoro in maniera etica anche in situazioni al limite del grottesco – “Dove si ha a che fare con sale stampe ghiacciate racconta un sarcastico Pelucchimagari prive di reti Wi-Fi, dove ci si accorge di essere praticamente abbandonati?”.

Addirittura, qualcuno del pubblico, si chiede se questi casi limite, non debbano essere tutelati dalle federazioni di appartenenza in primis, dalla Lega Calcio poi, nel caso specifico e, non per ultimo, dall’Ordine dei Giornalisti.

Sicuramente, anche l’avvento dei social e dei blog (MisterNessuno ne hanno anche per te), ha contribuito a far si che sempre meno giornalisti vengano oggi inviati “sul campo”, per testimoniare una veridicità della notizia e renderla unica.

Chissà cosa direbbe Ettore Mo, uno dei più famosi giornalisti italiani, corrispondente di guerra, inviato per anni del Corriere della Sera, secondo la cui filosofia – “L’importante per un giornalista è essere sul posto, vedere coi propri occhi quanto accaduto, per poterlo riportare in prima persona”.

E’ forse a questo punto che deve tornare indietro la Comunicazione?

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Autore:

Roberto Florindi nasce ad ATRI (Te), città storica - la cui fondazione é antecedente a Roma - il 2 Agosto del 1970. Diplomato all'istituto tecnico A. Volta di Lodi, inizia sin da giovane un esperienza lavorativa importante, nel settore del trattamento acque/farmaceutico, che lo porta diversi anni in giro per il mondo, 2 anni dei quali a Londra per un periodo di formazione studio lavoro. Ex nuotatore agonista di pessimo livello, rientrato in Italia, viene inserito come allenatore di una squadra di ragazzini (Esordienti A) a Milano (Geas, triennio '97-'98-'99). Da lì inizia un profondo connubio con il nuoto, che lo porta a studiare, confrontarsi e attingere esperienze da questa splendida passione, la quale diviene la sua professione a partire dal 2012. Istruttore FIN e FINP, giornalista pubblicista iscritto all'ordine della Lombardia dal 2006. Appassionato di vini, assaggiatore ONAV (organizzazione nazionale assaggiatori di Vino), amante dei vitigni autoctoni di cui vanta una ricerca compiuta grazie alla collaborazione della VINEA di Offida sulla DOC Pecorino. Vive in provincia di Milano con la moglie Isabella.

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